Diritto di critica sul lavoro, ma senza eccedere

In tema di rapporto di lavoro subordinato, l’esercizio del diritto di critica del lavoratore nei confronti del datore di lavoro è legittimo se limitato a difendere la propria posizione soggettiva, nel rispetto della verità oggettiva, con modalità e termini inidonei a ledere il decoro del datore di lavoro o del superiore gerarchico e a determinare un pregiudizio per l’impresa, rilevando i limiti della continenza sostanziale e formale, superati i quali la condotta assume carattere diffamatorio….

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Pagamento non dovuto secondo gli Ermellini

La nozione di “pagamento non dovuto” dell’azione di ripetizione dell’indebito fa riferimento non solo alla mancanza originaria o sopravvenuta di titolo ma anche al pagamento “oltre il titolo”, cioè al pagamento effettuato validamente ma in eccesso rispetto alla prestazione effettivamente dovuta. E’ quanto affermato dalla Corte di Cassazione, Sez. III Ord., 20/12/2019, n. 34151

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Sottosuolo condominiale di proprietà

La seconda sezione della Cassazione con sentenza, n. 33163 del 16/12/2019 interviene sulla questione della proprietà del sottosuolo del condominio chiarendo che “L’art. 1117 c.c., letto sistematicamente con l’art. 840 dello stesso codice, implica che il sottosuolo, costituito dalla zona esistente in profondità al di sotto dell’area superficiaria che è alla base dell’edificio, va considerato di proprietà condominiale, in mancanza di un titolo che ne attribuisca la proprietà esclusiva ad uno dei condomini”.

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Decreto ingiuntivo per i canoni di locazione

La Cassazione è intervenuta in tema di canoni di locazione non pagati affermando che il decreto ingiuntivo non opposto nei termini, e dunque passato in giudicato, fa stato tra le parti sia solo sull’esistenza e validità del rapporto corrente “inter partes” e sulla quantificazione del canone preteso dal locatore, sia sull’inesistenza di fatti impeditivi o estintivi, non dedotti ma deducibili nel giudizio di opposizione. Cass., n. 31340 del 30/11/2019.

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Interpretazione letterale del contratto si, ma anche secondo la logica

In tema di interpretazione del contratto, la Cassazione affrontando una questione controversa ha affermato che quello letterale è il primo criterio da seguire ma non va inteso in senso assoluto, atteso che il richiamo, nell’art. 1362 c.c., alla comune intenzione delle parti impone di estendere l’indagine ai criteri logici, teleologici e sistematici anche laddove il testo dell’accordo sia chiaro ma incoerente con indici esterni rivelatori di una diversa volontà dei contraenti. E’ quanto ha affermato la…

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L’acquirente della casa occupata mantiene l’agevolazione “prima casa”

Può capitare anche con le aste immobiliari di acquistare un immobile occupato abusivamente da terzi. Se l’acquisto è avvenuto con le agevolazioni prima casa chi compra ha un tempo limitato per trasferire la propria residenza per non decadere dalla predetta agevolazione. Ma che succede se l’inquilino abusivo non rilascia l’immobile e non è possibile dar corso al trasferimento di residenza? Sul punto è intervenuta la Cassazione affermando che a prescindere dalla conoscenza, del nuovo proprietario,…

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Presenza delle parti alla mediazione

Nel procedimento di mediazione obbligatoria disciplinato dal D.Lgs. n. 28 del 2010 e successive modifiche, è necessaria la comparizione personale delle parti davanti al mediatore, assistite dal difensore. Nella detta comparizione obbligatoria, tuttavia, la parte può anche farsi sostituire da un proprio rappresentante sostanziale, eventualmente nella persona dello stesso difensore che l’assiste nel procedimento di mediazione, purché dotato di apposita procura sostanziale. Cass. Civ. sez., III, n. 8473 del 27 marzo 2019

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Il danno dei parenti della vittima deve essere provato

Spesso gli effetti di un illecito (si pensi anche soltanto ad un incidente stradale) coinvolgono i parenti della vittima che a loro volta subiscono un danno conseguente. Detto danno però non è riconosciuto automaticamente dalla legge, ma deve essere richiesto e dimostrato da chi lo ha subito. E’ quanto ha chiarito la Cassazione con pronuncia n. 5807 del 28 febbraio 2019

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Licenziamento socio lavoratore

In tema di tutela del socio lavoratore di cooperativa, in caso di impugnazione, da parte del socio, del recesso della cooperativa, la tutela risarcitoria non è inibita dall’omessa impugnazione della contestuale delibera di esclusione fondata sulle medesime ragioni, afferenti al rapporto di lavoro, mentre resta esclusa la tutela restitutoria. E’ quanto affermato dalle Sezioni Unite della Cassazione con sentenza n. 27436 del 20/11/2017.

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