Ricorso avverso cartella esattoriale ex art.22 L. 689/81

Cartelle esattoriali. Alcuni utili suggerimenti sul da farsi nel caso in cui ci venga ingiustamente notificata una cartella esattoriale. Cosa sono, l’impugnazione e, a seguire, i possibili motivi di ricorso e infine uno schema di ricorso.

Cosa fare quando ci arriva un’ingente cartella esattoriale

Quando si riceve una cartella esattoriale per prima cosa, quasi istintivamente, si cerca di stabilire a cosa possa essere imputata. Non è un fatto inusuale che nella cartella si trovi un riferimento a generiche “infrazioni del Codice della Strada” non meglio specificate. Pertanto, in prima istanza, sarà utile recuperare tutti i documenti in nostro possesso in merito a contestati verbali di infrazioni (che sarebbe opportuno tenere conservati) nonché eventuali ricevute di pagamento, etc. In assenza di ricevute o altra documentazione, per ottenere informazioni più dettagliate sull’origine della cartella occorrerà rivolgersi direttamente all’Ente creditore (non al Concessionario della riscossione, il quale può dare informazioni solo sui pagamenti) e chiedere di estrarre copia della documentazione.  La cartella esattoriale, come precisato dall’art. 206 C.d.S., può trovare alternativamente o cumulativamente ragione (salvo quanto disposto dall’art. 22 della L. 24 novembre 1981 n. 689), a seconda dei casi:

  • dal mancato pagamento in misura ridotta previsto per le sanzioni amministrative pecuniarie stabilite dal C.d.S. (da effettuarsi entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notificazione del verbale della violazione)
  • dal mancato pagamento (da effettuarsi entro 30 giorni dalla notificazione) della somma ingiunta con l’ordinanza prefettizia con la quale viene rigettato il ricorso proposto al Prefetto di cui all’art. 203 C.d.s.

Quindi se entro i 60 giorni non è stato effettuato il pagamento in misura ridotta né è stato proposto ricorso al Giudice di Pace competente per territorio o al Prefetto, il verbale diviene titolo esecutivo per la riscossione di un importo pari alla metà del massimo previsto per quella violazione. Quando viene inviata la cartella esattoriale, oltre all’importo così commisurato, vengono aggiunte le spese per il procedimento e la maggiorazione di un decimo per ogni semestre.

Se l’automobilista (rectius: l’intestatario del veicolo cui è imputata la violazione) non provvede a pagare la multa o la successiva ingiunzione, oppure provvede a pagare le stesse con ritardo, a distanza di qualche tempo (molto di frequente addirittura anni) riceverà una cartella esattoriale, ultimo avviso prima dell’esecuzione forzosa. L’art. 28 della L.689/81 prevede un termine di 5 anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione per la notifica della cartella esattoriale.

L’impugnazione

Contro la cartella esattoriale è possibile proporre ricorso al giudice di pace, entro 30 giorni tassativi dalla notifica della stessa ai sensi degli artt. 22 e ss. della L. 24 novembre 1981 n. 689: bisognerà quindi verificare se il termine di 5 anni di cui detto sia decorso o meno. La cartella esattoriale è impugnabile per ragioni che variano a seconda che il trasgressore sia già stato posto in condizione di difendersi – mediante contestazione o notifica del verbale di accertamento ovvero notifica dell’ordinanza ingiunzione – o, invece -come di frequente accade-  la cartella rappresenti il primo atto che lo pone in condizione di contraddire.

I motivi in base ai quali è possibile fare ricorso sono, a mero titolo esemplificativo:

  • vizio di notifica del verbale;
  • sanzione già pagata;
  • trasgressore (proprietario della vettura qualora non vi sia stata dichiarazione contraria) deceduto;
  • presentazione entro i termini di ricorso al verbale;
  • interessato non più intestatario del veicolo al momento della commessa violazione;
  • cartella esattoriale riferita ad un verbale notificato oltre 5 anni prima.

Nelle predette ipotesi, infatti, il destinatario della cartella esattoriale non è stato messo in grado di proporre l’opposizione di cui alla predetta legge e deve poter recuperare l’esercizio di tale mezzo di tutela. Tanto ha ribadito la Corte di Cassazione con sentenza n.17445/07 (che richiama le precedenti Cass. n.9180/06 e n.15149/05).

Se la multa è stata pagata regolarmente entro i termini

Con tutta probabilità la consegna della cartella è un errore. Per dirimere ogni dubbio bisogna aver conservato la ricevuta del pagamento, così da poterla esibire alla prefettura o all’ufficio contravvenzioni del Comune (quali enti emittenti la cartella) che, in autotutela, riconoscendo l’errore, procedono all’annullamento della cartella. E’ suggeribile in tale caso farsi rilasciare una quietanza liberatoria, da consegnare in copia anche all’ente esattore.

Se prima della cartella non ci è mai stata notificata alcuna multa

In questo caso, per vero tutt’altro che raro, in primo luogo va verificato che il verbale sia stato correttamente notificato, di norma a mezzo del servizio postale. È necessario quindi verificare se presso l’ente che ha accertato la multa (Polizia, Comune o altro) esista prova dell’avvenuta notifica alla vostra residenza del verbale. L’ente è tenuto, anche ai sensi della legge sulla trasparenza amministrativa, a mostrarvi le prove dell’avvenuta corretta notifica e ad indicarvi quando e dove la contravvenzione è stata rilevata. In caso di errori si può ovviamente fare ricorso al giudice di pace.

È indispensabile ricordare che proprio questo caso, in sede di ricorso, permette al soggetto di chiedere al giudice l’esibizione coatta dell’avvenuta notifica dei verbali ad oggetto della cartella da parte del Comune. Posto infatti che la cartella costituisce il primo atto-notizia per il ricorrente e, posto che non è più possibile in sede di impugnativa contestare nel merito la legittimità della sanzione, lo stesso non può essere gravato di un onere eccessivo per potersi difendere.

Se le poste non hanno eseguito correttamente la notifica.

A tal proposito se il postino non trova il destinatario del verbale o qualcun altro che possa firmare in sua vece, lascia una cartolina gialla con l’invito a ritirare l’atto presso l’ufficio postale entro dieci giorni. Trascorsi i dieci giorni, senza che il destinatario si sia presentato, l’atto viene restituito al mittente. Si ricordi che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 346/1998, ha stabilito che a far data dal 24.9.1998 l’automobilista debba ricevere una seconda raccomandata AR di notifica del verbale, in maniera che non ci possano essere più dubbi sul tentativo di consegna.

Se ho pagato in ritardo il verbale

Se si paga, anche con un solo giorno di ritardo, il versamento è inutile e l’automobilista riceve ugualmente la cartella con l’invito a pagare nuovamente la sanzione, oltre agli interessi e alle spese di notifica.


In alternativa

Può altresì proporsi opposizione (ma i termini sono in queste ipotesi più brevi) avverso gli atti predisposti dal Concessionario del Servizio Riscossione Tributi per contestare la legittimità della notifica della cartella esattoriale o eccepire la sussistenza di sopravvenuti fatti estintivi, nonché per contestare vizi di forma della cartella esattoriale.

Se non pago e non ricorro avverso la cartella

Qualora non venga proposto ricorso entro il termine previsto né pagato l’importo richiesto con la cartella esattoriale entro i 60 giorni dalla notifica, come precisato nella stessa cartella, potrà procedersi all’esecuzione forzata, con il fermo amministrativo di beni mobili registrati (es. l’automobile) e l’ipoteca sugli immobili di proprietà dell’intestatario della cartella.

RICORSO AL GIUDICE DI PACE AVVERSO CARTELLA ESATTORIALE

                                                                             Al Giudice di Pace dell’ufficio di (….)

                                                                             Via (….), n. (….)

                                                                             Cap (Località)(Prov)

RICORRE

Il Sig. (….) , nato a (….) il (….)e residente in (….), cap via (….), n. (….) tel. (….) , C.F. (….) (e-mail (….))

Proprietario del veicolo (….), targato (….).

CONTRO

Il Comune di (….), nella persona del Sindaco pro-tempore,

AVVERSO

La cartella esattoriale n. (….), notificata dall’Equitalia Esatri SpA in data (….) (ricordarsi sempre di allegare la busta in cui era contenuta la cartella: servirà ai fini del computo del periodo utile a proporre ricorso. Tale adempimento inoltre è consigliato anche quando la data non sia chiaramente leggibile: sarà onere del comune provare la consegna in data difforme da quella inserita da voi), che si allega in copia (doc 1).

Premesso che:

–         con l’ atto notificato in epigrafe l’Esatri richiede la corresponsione da parte del ricorrente di una somma pari ad euro (….), a titolo di pagamento di sanzioni amministrative emesse a seguito di presunte violazioni del codice della strada, riferite agli anni (….);

–         delle assunte violazioni il ricorrente non ha mai avuto modo di aver notizia, né tramite raccomandate né tramite avvisi ulteriori, avendo di contro avuto conoscenza della somma in addebito proprio con la suddetta cartella;

–         tale mancata conoscenza non ha permesso allo stesso di ricorrere secondo gli ordinari mezzi di impugnazione e nei termini decadenziali di legge, stante l’impossibilità per il nostro codice di rito di proporre motivi di merito relativi alle supposte violazioni con l’atto di impugnazione della cartella esattoriale, con evidente e macroscopica violazione del diritto di difesa, diritto inviolabile e supremo ex artt. 2, 24 cost.

–         per altro si ricordi che, nel caso in cui la notifica della raccomandata contenente la sanzione amministrativa a seguito di presunte violazioni del CdS, avvenga in mani diverse da quelle del legittimo destinatario, l’atto dev’essere consegnato -con la relata di notifica- in busta chiusa e sigillata, riportante solo il numero cronologico dell’atto stesso (non debbono esserci segni, dati od indicazioni che potrebbero indicarne il contenuto).

Chi accetta l’atto deve sottoscrivere una ricevuta dichiarando a quale titolo lo riceve.

Nei casi di consegna al portiere o al vicino di casa, il destinatario deve ricevere notizia della notifica tramite raccomandata a/r.

E’ interessante al riguardo la sentenza della corte di Cassazione n.1258/2007, con la quale è stato decretato che la notifica al portiere e’ valida solo a condizione che l’ufficiale giudiziario dia atto non solo dell’assenza del destinatario ma anche delle vane ricerche delle altre persone abilitate a ricevere l’atto. La relata di notifica, in sostanza, deve attestare l’assenza del destinatario e di tali persone. Questa sentenza conferma inoltre l’orientamento di Cassazione secondo cui, nel caso di notifica al portiere o al vicino di casa, quindi in luoghi diversi da quelli ove il destinatario ha uno “stretto dominio”, sia necessario l’invio di un avviso per raccomandata a/r. La mancanza di tale invio costituisce un vizio tale da comportare la nullità della notifica. Inutile ricordare che anche di questi ulteriori adempimenti garantistici il ricorrente non ha avuto nessuna notizia.

–         il ricorrente è stato pertanto impossibilitato a far valere le sue ragioni in sede giudiziale. Anche a voler concedere la possibilità di provare l’inesistenza delle assunte violazioni ( che comunque costituisce probatio diabolica anche se effettuata con tempestività), la stessa sarebbe ancor più difficoltosa -se non impossibile- stante l’enorme lasso temporale intercorso tra le sanzioni ad oggetto della cartella esattoriale e la notifica della stessa;

–         si ritiene inoltre che l’assenza di notifica delle multe di volta in volta elevate, costituisca giusto titolo di annullamento della cartella stessa: a voler diversamente opinare, si violerebbe esplicitamente qualsiasi principio di ragionevolezza ex art. 3 Cost., nel voler imputare al ricorrente in carenza di notifica tempestiva della violazione, una pluralità di versamenti considerati eccessivamente onerosi in rapporto al tipo di violazione contestata;

–         si richiede pertanto che, ai sensi dell’art 210 c.p.c., il Giudice adito ordini l’esibizione dei verbali di accertamento delle violazioni di cui all’impugnata cartella, nonché le prove della regolarità delle avvenute notifiche delle stesse e dell’ulteriore avviso in caso di raccomandate ricevute da eventuali terzi;

–         anche nella denegata, e non creduta, ipotesi in cui si volesse ascrivere alla ricorrente la responsabilità per la pluralità di violazioni così come menzionate nella cartella oggetto del presente ricorso, parrebbe iniquo ed oltremodo gravoso richiedere il versamento unico della consistente cifra pretesa dall’Esatri, anche in ragione dello stato patrimoniale del ricorrente (docc. 2,3,4):

sul fumus boni iuris

Con la locuzione ‘danno grave’ ci si riferisce all’entità del pregiudizio, calcolata in rapporto al valore del bene oggetto della controversia: un danno non sarà quindi grave di per sé, ma solo se paragonato all’oggetto del contendere.

Nel caso in esame il ricorrente si trova senza alcun dubbio in una situazione finanziaria precaria, derivante da

(….)

sul periculum in mora

la logica conseguenza di tale stato finanziario è il grave danno che si procurerebbe al ricorrente: un pregiudizio non solo economico -stante la difficoltà attuale di corrispondere l’eventuale totalità della cifra in un’unica rata -ma anche di dignitosa prospettiva di vita.

Tutto ciò premesso

Considerato e ritenuto che ogni numero della premessa motiva la nullità e/o annullabilità della cartella n. (….), sottolineata soprattutto l’assenza di contestazioni immediate e relative notifiche delle sanzioni contestate al ricorrente, nonché l’onerosità della cifra di cui ci si occupa,

Per quanto sopra

CHIEDE

All’Ill.mo Signor Giudice Di Pace:

–         previa emissione di Ordinanza di Sospensione degli effetti della cartella esattoriale n. (….), di voler annullare e comunque dichiarare inefficace la cartella impugnata.

–         In ogni caso, di ordinare l’esibizione ai sensi dell’art 210 c.p.c. dell’avvenuta notifica dei verbali n.:

·        PMN (….) per euro (….) complessivi

·        PMN (….) per euro (….) complessivi

Per un totale di euro (….).

–         In subordine, se si volesse ritenere integrata la responsabilità della ricorrente in rapporto ad ognuna delle contestazioni, voler applicare la prevista dilazione dell’importo pari ad euro (….)complessivi, con conseguenti rate pari ad euro 38,64 euro cad, ai sensi del disposto di cui all’art 19 Dpr 602/73, in ragione della situazione patrimoniale del ricorrente.

DICHIARA

Ai sensi dell’art. 14 comma 2 DPR 115/2002, che il valore della presente causa è di euro 695,40. Pertanto versa il contributo di euro 30,00 oltre euro 8,00 per le spese forfettizzate.

Con vittoria di spese, diritti e onorari del presente giudizio.

Luogo e data                                                               Firma del ricorrente

Si allegano in copia:

DOC 1 copia della cartella esattoriale impugnata,

DOC 2

DOC 3

DOC 4

DOC 5 copia documento di identità del ricorrente,

DOC 6 Ricevuta di pagamento delle spese a titolo di contributo e di cancelleria per euro 38,00 .

Avv. Silvia Messina

Ordine Avvocati di Milano
21/06/2010



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