Gli accertatori ATM e le multe “pirata”

Nelle grandi città trovare parcheggio è diventato ormai un miraggio e se lo si trova, nella maggioranza dei casi, è a pagamento oppure è riservato ai residenti. Il costo orario delle c.d. “strisce blu”, tra l’altro, è spropositato (a Milano varia da € 1,20 a € 2,00 all’ora), ma la multa per il mancato pagamento della sosta lo è ancora di più (€ 38,00).

Ebbene, stanco di cercare, hai lasciato la macchina sul marciapiede ed al tuo ritorno, purtroppo, sul parabrezza hai trovato l’ingrato avviso di accertamento di contravvenzione. Il consiglio che ti diamo è di verificare subito chi ha elevato la contravvenzione, perché nel caso sia stato un ausiliario del traffico ATM, puoi fare ricorso e ottenere l’annullamento del verbale. In materia sono intervenute di recente le Sezioni Unite della Corte di Cassazione le quali, con la sentenza n. 5621 del 9 marzo 2009, hanno stabilito che gli ausiliari del traffico hanno come unica competenza il controllo dei posteggi a pagamento, sulle strisce blu, e delle corsie preferenziali, con la conseguenza che ogni altro verbale redatto da loro per divieto di sosta è da ritenersi illegittimo.

Massima

“Le funzioni dei dipendenti delle società di gestione dei parcheggi, di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta, conferite a norma della l. 15 maggio 1997 n. 127, art. 17, comma 132, e dall’art. 68 l. 23 dicembre 1999 n. 488, sono limitate alle aree oggetto di concessione e agli spazi necessari alle manovre dei veicoli ivi parcheggiati, e pertanto le violazioni in materia di sosta che non riguardino le aree contrassegnate con le strisce blu e/o da segnaletica orizzontale e non comportanti pregiudizio alla funzionalità delle aree distinte non possono essere legittimamente rilevate da personale dipendente delle società concessionarie di aree adibite a parcheggio a pagamento, seppure commesse nell’area oggetto di concessione, ma solo limitatamente agli spazi distinti con strisce blu.”

Per capire se si tratti di un c.d. “vigilino” controlla il numero di matricola riportato in basso a destra: se inizia con 7, di solito si tratta di un accertatore ATM, ma per maggiore sicurezza contatta il Comando di Polizia Locale di zona e chiedine conferma. Alla luce dell’intervento delle Sezioni Unite in diverse città, come Bologna e Firenze, i Comuni hanno provveduto subito ad adeguarsi alla decisione della Corte suprema, emanando circolari con le nuove direttive per i “vigilini”. A Milano, invece, tutto è continuato come prima. Dopo il 9 marzo ’09, infatti, i 280 ausiliari del traffico in servizio all’Atm, l’azienda di trasporti milanese, hanno continuato a staccare verbali per sosta in doppia fila, su strisce gialle senza permesso e per tutti gli altri casi di violazione della norme sulla sosta, con la conseguenza che delle 33.400 multe elevate, si stima che circa la metà siano irregolari. Un comportamento che lascia stupiti: il Comune, pur sapendo di non averne titolo, fa notificare verbali che non sono regolari e che dunque verranno impugnati.

Anche i giudici di pace milanesi, già oberati dal superlavoro per le multe Ecopass, sono sul piede di guerra e per bocca del loro coordinatore, Vito Dattolico, fanno sapere che accoglieranno i ricorsi contro le multe irregolari.

Avv. Rossella Corapi

Studio Legale Tributario Corapi

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