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Cinema e Teatro riaprono?

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Riaprire o non riaprire i cinema e i teatri? Se si riapre come lo si può fare? Se non si riapre come possono sopravvivere queste attività?

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Da metà giugno si potrà tornare a teatro ed al cinema, ma con quante e quali limitazioni? 

Risulta ormai chiaro che la linea della riapertura, soprattutto per ovviare ai problemi finanziari dei vari settori, sia quella prediletta.

Confortati da numeri sempre più rassicuranti sull’andamento dell’epidemia il Governo mette in atto una serie di riaperture calendarizzate nel suo ultimo DPCM.

Le riaperture compresi cinema e teatri

In particolare l’idea è quella di permettere il riavvio delle attività con tre capi saldi: mascherine, distanziamento e tracciabilità.

Per questo dove il distanziamento non può essere garantito come i ristoranti, la cura della persona, parrucchieri e così via, sarà obbligatorio tenere elenchi di prenotazioni e di persone che possono essere state a rischio di contatto e contagio.

Ma mentre in questi casi il distanziamento riguarda pochi individui alla volta ben differente è quanto accade in teatri o cinema.

In questi ultimi, infatti, l’affilamento e la conseguente necessità di un condizionamento d’aria della sala sono prerogative quasi ineludibili.

Proprio per questo il governo tergiversa e allunga per Cinema e Teatri il calendario delle riaperture.

Come se il posticipare di una o due settimane possa risolvere di per sé il problema.

Quali limiti si avranno in teatri e cinema?

Come detto anche in queste attività le linee guida saranno l’obbligo di mascherina, essendo un luogo chiuso, il distanziamento delle poltrone disponibili e la turnazione basata sulla prenotazione.

Questo, va da sé, ignorando il fatto che già oggi questo settore dopo una buona crescita, stava soffrendo notevolmente. Il distanziamento delle poltrone e l’obbligo di prenotazione non porterà altro che un calo del numero degli spettatori con diretto impatto sull’economia di queste attività.

Senza contare che la stigmatizzazione di questi luoghi come focolai principali di epidemia produrrà ulteriori danni al settore. Per i prossimi mesi vedrà una larga fetta di spettatori preferire i film on-demand rispetto al recarsi al cinema o a teatro.

Tutto questo è quanto anche sollevato dal presidente dell’ANEC il presidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Cinema Mario Lorini il quale osserva all’Ansa:

“Ci sembra fuorviante accettare che la sala venga individuata come il luogo più pericoloso di tutti gli altri caratterizzati da socialità e aggregazione. Si rischia di dare un’impressione sbagliata all’opinione pubblica e non lo possiamo accettare”,visto che il settore dei cinema “è sempre stato attentissimo alle misure di sicurezza”.

Meglio vedersi un film al cinema o a casa?

Dal 15 giugno si potrà andare al cinema o al teatro con tutti gli accorgimenti, ma se con amici o parenti si dovrà indossare la mascherina e mantenere la distanza tra le poltrone.

In particolare di quest’ultimo punto si lamenta l’ANEC che osserva come sia paradossale l’obbligare il distanziamento a gruppi che magari addirittura convivono o che avrebbero visto lo spettacolo tutti insieme seduti sul divano del soggiorno.

La richiesta che sembra essere sensata è quella di poter permettere a questi gruppi di rimanere vicini tra loro anche in sala. Permettendo quindi un’esperienza simile a quella che avrebbero vissuto fino a pochi mesi fa.

Ma soprattutto permettendo di avere una maggior affluenza di pubblico in sala  con una mitigazione dagli inevitabili danni che questa situazione comporta e comporterà al settore.

Sicuramente per il Governo non è un problema facile da risolvere essendo per di più impegnato in numerosi altri problemi con il DL Rilancio. Ma ignorarlo completamente, come sta avvenendo, indicando date e non modalità coerenti e concrete, non sembra essere la soluzione ottimale della questione.

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